STUDIO DELLA DISTANZA DA ATTACCO ARMATO E METODOLOGIA DI DIFESA NEL DAITO RYU AIKI JUJUTSU – VERONA

STUDIO DELLA DISTANZA DA ATTACCO ARMATO E METODOLOGIA DI DIFESA NEL DAITO RYU AIKI JUJUTSU – VERONA

BLOG, DAITO RYU AIKIJUJUSTU

DISTANZA DA ATTACCO ARMATO [TO-MA] E METODOLOGIA DI DIFESA

Focus sulla distanza TO-MA e considerazioni sull’importanza sul metodo di allenamento nel Daito Ryu Aiki Jujutsu nella nostra scuola di Verona

Nello scorso articolo abbiamo approfondito un aspetto inerente la distanza CHIKA-MA, oggi invece vorrei focalizzarmi maggiormente sul TO-MA e sul metodo didattico che lega le varie tecniche a questa distanza.

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L’unione dei termini TO (lama) e MA (distanza) definiscono  una distanza da attacco armato.
In quest’articolo però essa verrà intesa senza l’utilizzo di armi bianche, questa pratica nel Daito Ryu Aiki Jujutsu esiste e prende il nome di EMONO WAZA (tecniche di difesa da attacchi armati), ma che oggi non tratteremo.

Questa distanza risulta essere l’approccio ottimale per l’insegnamento ai principianti della pratica del Jujutsu in quanto:
È una distanza lunga, in cui UKE (colui che riceve) ha il tempo di reagire all’attacco di TORI e rispondere applicando una tecnica.
UKE ha la possibilità di studiare i movimenti del corpo (TAI SABAKI) per far defluire l’attacco, il quale essendo molto dinamico non può essere semplicemente bloccato in sicurezza come a distanze più brevi.

 

jujitsu verona provincia

COME METTERE IN CONDIZIONE LE VARIE TECNICHE IN DISTANZA TO MA

Sempre nell’ottica di mantenere l’efficacia e la realtà nella pratica marziale non è possibile avere per dieci tecniche possibili dieci risposte differenti, questo renderebbe tutto molto statico e molto più simile ad uno studio mnemonico di movimenti che a una vera arte di combattimento.

Nell’ Aiki Jujutsu scuola Daito ryu, e in generale nelle scuole di Jujutsu tradizionale, ci sono difese che meglio mettono in condizione particolari gruppi di tecniche, generati a partire da 5 tecniche base di seguito riportate:

KOTE GAESHI: rovesciare il poso;
HACHI MAWASHI: rotazione del capo;
SHIO NAGE: proiezione dei quattro angoli;
KOTE HINERI: avvitamento del polso;
ROBUSE TAOSHI: torcere e strappare il ramo.

Questi nomi descrivono, alcuni in maniera più diretta e alcuni in maniera più aulica, il punto o la modalità di applicazione delle varie tecniche.

Inoltre ciascuna di esse ha una modalità peculiare di essere messa in condizione sulla distanza TO-MA.

A titolo esemplificativo prendiamo in considerazione il KOTE GAESHI e HACHI MAWASHI.


 

RISPOSTAE TECNICA SU KOTE GAESHI: (bloccaggio superiore)
daito ryu aiki jujutsu verona provincia
RISPOSTA E TECNICA SU HACHI MAWASHI: (bloccaggio sulla testa)
daito ryu aiki jujutsu verona provincia

Come si vede dalle immagini, due tecniche che vengono applicate una sul polso e una sulla testa hanno impostazioni che rispecchiano la loro successiva applicazione.

Ovviamente non è impossibile effettuare una tecnica qualsiasi utilizzando una reazione diversa o relativa ad un altro gruppo, certo che però l’esecuzione risulterebbe difficoltosa e non molto efficace.

Per esempio a partire da KOTE HINERI le tecniche che possono svilupparsi sono molteplici, ne riporto alcune a titolo informativo: ASHI KAKE, ASHI TORI OSHI TAOSHI, KOSHI NAGE, USHIRO HIKI OTOSHI e MAE HIKI OTOSHI.

Questa strategia quindi permette di imparare e allenare queste reazioni e di poterle applicare in differenti tecniche, aiutando l’allievo a razionalizzare maggiormente la pratica e quindi renderla più digeribile.

Da sottolineare che la pratica giapponese, anticamente, non veniva effettuata in questo modo.
Era d’uso comune scegliere “a caso” una tecnica, allenarla, e poi passare ad una successiva, spesso priva di collegamenti con la precedente.

Questo metodo di allenamento per noi occidentali, più “cartesiani” e meno inclini al “si fà così perché di sì” è più congeniale, se ne accorse infatti Mochizuki Minoru Sensei, a cui va la paternità di questo metodo oltre che alla diffusione del Daito Ryu in occidente.

Infatti una volta arrivato in Europa, dopo la seconda guerra mondiale, osservò la difficoltà dei suoi primi allievi di progredire senza un metodo così strutturato.

Questa pratica è risultata così comoda ed efficace che viene utilizzata ancora oggi praticamente inalterata nella nostra scuola.

 

Maestro Pietro Vaccari.
3°Dan Daito Ryu Aiki Jujutsu
2°Dan Tenshin Shoden Katori Shinto Sui
2°Dan Judo
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Come si svolge un allenamento di Kick Boxing e di Muay Thai

corso kickboxing yamakasi
 

Una delle curiosità di chi si avvicina alle nostre discipline è:
MA COSA SI FA A LEZIONE??!

Innanzitutto le nostre discipline di combattimento in piedi ( striking) sono:

Kickboxing (o anche staccato Kick Boxing / Kick Boxe)
e
Muay Thai  ( o Thai Boxe, pugilato thailandese)

Abbiamo pensato perciò di illustrarvi in questo articolo dettagliato come viene svolto un allenamento di sport da combattimento nella nostra accademia di Verona Est

Inoltre come nei più grandi Camp in YFA vogliamo far crescere i nostri atleti dando la possibilità di allenarsi ogni giorno in queste due ottime discipline attraverso  un’unica e vantaggiosa quota associativa mensile

 

I PUNTI SALIENTI

1 - QUANTO DURA - QUANTE LEZIONI CI SONO A SETTIMANA

Le Lezioni duranto solitamente 90 minuti.
Come detto precedente  c’è la possibilità di allenarsi 5 giorni alla settimana:
2 lezioni di Kickboxe

2 lezioni di Muay Thai
1 Lezione congiunta

Oppure a seconda della preferenza si può seguire una delle due discipline. 

2 - IL RISCALDAMENTO

riscaldamento kickboxing e muay thai yamakasi verona (2)
 
Il riscaldamento è una fase molto importante nelle fasi dell’allenamento.
Non solo come dice la parola scalda le articolazioni e i muscoli ma è la prima fase
dell’allenamento cardiovascolare che andrà poi a costruire le basi per un fisico tonico sano ed energetico.
 
Molti però ne sottovalutano l’importanza passando già alla fase centrale della lezione.
 
Come ci si scalda?
Ci sono vari metodologie che vengono ruotate intorno al corso della stagione e in base alle esigenze complessive della squadra.
  • Esercizi propedeutici sul posto:
     una serie di movimenti atti a simulare il gesto tecnico abbinato ad un ritmo incalzante.
  • Salto della corda: credo che la conosciate tutti senza spiegazione.
  • Esercizi di shadow boxing (vuoto):
     è la simulazione di combattimento con un avversario immaginario (no non ci siamo fumati niente 😄 ).
  • Tecniche al sacco.
I riscaldamenti inoltre non sono sempre gli stessi.
Si cerca di variare sopratutto nei tempi e nelle intensità in queste quattro categorie.
 

3 - L' ALLENAMENTO

La Kickboxing e la Thai Boxe sono discipline semplici e immediate senza tanti fronzoli, ciononostante per apprenderne i segreti e i punti di forza allenandosi in modo approfondito si scoprirà quante cose ci sono da imparare e quanto i dettagli possano essere decisivi per raggiungere grandi risultati.
 

La fase centrale della lezione (e anche il riscaldamento stesso) dipendono molto dal periodo e dalla necessità della squadra.

Ad inizio della stagione quando le gare sono lontane ci si concentrerà di più alla costruzione delle basi e recuperare dal periodo di inattività del periodo estivo (anche se in realtà solo per alcuni o per i nuovi allievi – da noi ci si allena 12 mesi l’anno!).
In fase di preparazione per le gare ci saranno picchi nella preparazione e periodo di scarico per chi ha combattuto.
 
Le persone che vengono a praticare in modo amatoriale:
(per stare bene fisicamente – stare con un gruppo di amici – oppure semplicemente liberarsi dallo stress)
Sarà spronata dagli insegnanti a mantenere lo stesso ritmo degli agonisti.
 Spronata ma non obbligata: non obbligheremo mai nessuno a fare cose controvoglia, porteremo al limite spostando man mano questa soglia un po’ più in là.
 
Ricordiamo che non esiste l’obbligo di gareggiare.
l’unico obbligo che vogliamo dai nostri Allievi e venire a divertirsi e uscendo da YFA con il sorriso !

3.1 LE FASI

Gli allenamenti si dividono in 3 macro categorie

Fase 1 TECNICA
 
E’ la fase in cui si imparano nuove tecniche e si amplia il bagaglio motorio:
– La kickboxing k1 racchiude tecniche di puglato, tecniche di calcio e ginocchia e fase corpo a corpo limitata
– Nel pugilato thailandese oltre che alle tecniche sopracitate ci sono tecniche di gomito (ti sok) e tecniche di lotta corpo a corpo specifiche   
Si ripassano quelle precedenti, si imparano nuove strategie di combattimento comprensivi di:
attacchi, difese, finte, le distanze del combattimento e il tempismo nel combattimento
 
 

Nella fase tecnica si apprendono gli automatismi
che portano a migliore i tempi di reazione
un ottimo articolo lo trovate qui

Fase 2 FIATO
 
Si vanno a sviluppare le qualità fisiche, sempre volgarmente:
il fiato, la velocità e la resistenza

Detto in termini specifici nella:
– Forza esplosiva
– Resistenza lattacida 
– Capacità anaerobica analattacida 

 

Fase 3 allenamento specifico per GARA

si andranno ad assemblare le due fasi precedenti e customizzandole sulla classe e sull’atleta specifico che andrà a gareggiare creando programmi e allenamenti specifici sia a lezione che al di fuori della palestra.Diventare un’agonista significa prendersi un impegno molto forte che comporta sacrifici ma anche grande soddisfazione e risultati.

Importante: le tre fasi qui sopra non sono indipendenti tra di loro, sono intercambiabili, mescolabili e concatenabili a seconda dell’esigenza e le necessità creando in tal modo  un allenamento sempre vario e mai monotono.

Il programma tecnico sarà di volta in volta sviluppato da Roberto Andrea e Denis all’unisono adattandosi sempre alle esigenze della classe.

Non adottiamo programmi specifici perchè sapremmo già che con tutte le variabili annesse durante la stagione agonistica sarebbe difficile attuarlo.
 

3.2 METODOLOGIA

Le fasi sono in pratica  lo scopo dell’allenamento, ora descriveremo il modo in cui lo si attua con i compagni di allenamento e attraverso gli strumenti per allenarsi.

 
I COLPITORI
sono degli strumenti indossati dal maestro o il compagno di allenamento dove si può colpire con tutta la forza in piena
sicurezza senza farsi male a vicenda.
Chiamati Pao (dalla storpiatura dei thailandesi del termine Pads) sono lo strumento principe per allenarsi
esercizio a coppie kick boxe verona provincia yamakasi (10)
SACCHI 
 

Altro strumento importante, sopratutto nell’allenamento individuale è il sacco: usato con sapienza può coprire da solo sia le fasi tecniche che quelle di potenza

Nelle discipline di striking della nostra accademia viene usato il sacco lungo adatto oltre che ai lavori di pugilato anche per per sferrare potenti calci tra i quali i Low Kick, i calci in linea bassa, cosa non possibile con un sacco tradizionali.
Yamakasi kick boxing calcio circolare medio
TECNICA A COPPIE
detto anche sparring condizionato.
 

Lo scopo delle discipline di striking è quello di portare a segno i colpi su un avversario ovvero un compagno di squadra, diventa dunque fondamentale provare in sicurezza le tecniche spiegate dai maestri, che sia  Kickboxe che sia Muay Thai.
Anzi si può dire che nelle fasi iniziali avere un compagno di allenamento allo stesso livello con cui provare sia utilissimo nella crescita.
Progredendo con la pratica si arriverà ad eseguire tecniche e combinazioni prestabilite che aiutino lo sviluppo delle Fasi 1 e 2 precedentemente illustrate.

In sostanza è un utilissimo metodo per  imparare e allenare la velocità, forza e precisione nella combinazioni dei colpi.

Non ultimo consente inoltre di padroneggiare la percezione reale di un avversario:
– cosa vuol dire colpire in determinate zone
– la precisione con cui le si porta a segno
– infine punto cardine: a quale distanza eseguire i movimenti e creando gli  automatismi

esercizio a coppie kick boxe verona provincia yamakasi (1)
SPARRING: COMBATTIMENTO LIBERO
 
IN YFA riserviamo un ruolo molto importante al combattimento libero.
Il Venerdi è dedicato all’allenamento congiunto tra i ragazzi di K1 e i ragazzi di Muay Thai dove si può combattere 
e testare le proprie capacità in sicurezza e sportività.
 
Precisiamo che il combattimento in allenamento NON è fatto al 100% della forza.
Non ne avrebbe senso: è regola  preservarsi dai danni fisici, un’atleta dovrà evitare di avere handicap fisici in vista di una competizione, altresì chi ha un lavoro non può permettersi di saltare a causa di qualche infortunio – non è questo il nostro obiettivo.
 
Ci sono varie metodologie per allenarsi nel combattimento:
– allenarsi colpendo leggero e veloce
– allenarsi in modo situazionale (impostando delle apposite limitazioni per sviluppare una determinata caratteristica)
– allenarsi tendendo un alto ritmo e con una forza consistente (al 70/80%)
 
Tutte le fasi dell allenamento sono importanti, ma lo sparring è essenziale, non si può dire di essere un praticante se non si sa muoversi con un avversario non collaborativo.
 
E’ questo confronto diretto e immediato che permette alla kickboxing e alla muay thai di essere annoverate tra le discipline più efficaci: si va direttamente al sodo in poco tempo!
CIRCUIT TRAINING
 

Allenamento molto interessante è quello della circutazione.
Prendendo spunto dagli esercizi di ginnastica funzionale mixati a movimentazioni specifiche propedeutiche agli sport da combattimento si unisce lo sviluppo della fase tecnica e della fase di potenziamento.

Stabilite delle stazioni a seconda dello scopo della lezione verranno assegnati degli esercizi agli allievi.
Al suono della campana si cambia esercizio.

4 - POTENZIAMENTO e DEFATICAMENTO

Arrivati fin qui si è sopravvissuti alla sera 😀
 

Scherzi a parte.
Altro momento utile per il benessere fisico è il defaticamento e lo stretching  per rilassare il corpo e portarlo gradualmente in fase di riposo.
Oppure se la serata è stata incentrata sulla tecnica e un basso dispendio energetico si può terminare con esercizi di potenziamento come piegamenti, addominali. planche, burpees etc

Ora che sei arrivato qui in fondo non ti resta che venire a trovarci a

San Martino Buon Albergo in Via Cesare Beccaria 12/e

Siamo lieti di ricordare ai soci e futuri tali che in Yamakasi Fight Academy i corsi di Kick Boxing e Muay Thai hanno 
un’unica e vantaggiosa quota associativa mensile che permette di allenarsi tutti i giorni in queste due ottime discipline da combattimento in piedi (striking)

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BLOG, BRAZILIAN JIU JITSU VERONA, KICKBOXING - K1 STYLE, MUAY THAI

Summer can't stop us!!

La nostra Accademia di Vr est non si ferma nemmeno questa estate.

Corsi aperti anche d'estate Brazilian Jiujitsu e Kick Boxing Muay Thai

DIECI MOTIVI PER VENIRE AD ALLENARSI D’ ESTATE IN YAMAKASI FIGHT ACADEMY VERONA

[clicca per espandere il testo]

TRIMESTRALE MUAY THAI – KICKBOXING:
Giu-Lug-Ago : 90€

BIMESTRALE BJJ: Lug- Ago: 95€

Sopratutto per chi pratica già altre discipline sportive, estate significa termine della stagione e quindi stop alle attività.
Hai il tempo per provare qualcosa di nuovo e perchè no utile nella vita di tutti i giorni

Chi dice che d’estate ci si allena di meno?
l corso di BJJ raddoppia con un turno uno alle 18.00 e il secondo alle 20.00

Leggi anche  Il Brazilian Jiu Jitsu per rimettersi in forma

I corsi si uniscono e si potranno imparare le migliore finezze di entrambe le discipline

 

leggi anche
Diventare efficaci nel combattimento: Automatismi e Memoria Muscolare

Sembrerà strano, ma d’estate si impara molto meglio che il periodo invernale.
D’estate le classi sono meno affollate ed i Maestri possono seguirti meglio.

I ritmi sono più lenti e lo stress quotidiano a lavoro è minore.
Per chi va a scuola inoltre non ci sono incombenze per eventuali compiti e verifiche.

Questo migliora la tua concentrazione e imparare qualcosa di nuovo è molto più semplice!

La stagione agonistica è in pausa anche per noi, questo significa molto più tempo da dedicare ai singoli allievi e creare delle lezioni su misura che fanno migliorare notevolmente in poco tempo.
Inoltre ci sarà la possibilità di studiare tecniche che nell’arco della stagione non si ha il tempo di affrontare.

Ebbene sì, non vorrai rovinare tutto il lavoro fatto durante l’anno?

Estate vuol dire feste, aperitivi, cene all’aperto…. occhio alla pancetta!! 😀

Stop ai parchetti pieni di zanzare e allenamenti fai da te!

Da noi hai l’opportunità di allenarti anche d’estate senza dover rinunciare ad un insegnante qualificato e una struttura attrezzata per gli sport da combattimento e le arti marziali.

Ovviamente è uno scherzo!
Impossibile non sudare con attività motorie e col caldo.
Tuttavia la nostra struttura ha un soffitto molto alto e consente di praticare senza avere quel fastidioso effetto sauna che spesso si ha già nei primi giorni di caldo.

Inoltre il nostro  sistema di ventilazione forzato fa circolare l’aria in modo tale da rendere ancora più fruibile le sale.

Non rimandare quello che puoi iniziare oggi!
I ritmi scolastici ci hanno lasciato un impronta scomoda.

Non aspettare Settembre quando puoi cominciare adesso con opportunità migliori!

 

MAR – GIOV 
19.00 – 20.30

 

LUN MER:
1° turno  18.00 – 19.30
2° turno  20.00 – 22.00

VEN         20.00 – 22.00

Vi aspettiamo in Accademia a San Martino B.A. , Via Cesare Beccaria per 2 Prove Gratuite!

come trovare yamakasi verona
Due Nuove Cinture Azzure nel Brazilian Jiu Jitsu – Yamakasi Verona

Due Nuove Cinture Azzure nel Brazilian Jiu Jitsu – Yamakasi Verona

BLOG, BRAZILIAN JIU JITSU VERONA

Due Nuove Cinture Azzure nel Brazilian Jiu Jitsu

Yamakasi leteri bjj brazilian jiujitsu
Sono passati più di due anni dell’inaugurazione della nostra Accademia
Il corso di Brazilian JiuJitsu è stato tra i primi ad approdare in Yamakasi assieme ai già solidi corsi di Muay Thai e Kickboxing.
 
Si sa, iniziare da zero non è mai facile!
Il Maestro Matteo Cazzola  (allievo diretto dei Maestri Leonardo e Marcel Leteri Sasso De Oliveira   www.letribros.com)
nonostante i pochissimi allievi iniziali si è da subito distinto per la professionalità,  perseveranza e passione nei suoi insegnamenti,
portando alla creazione di un gruppo solido e unito sia dentro che fuori il tatami.
 

Un grandissimo esempio.

Questa dedizione è stata premiata con le prime due Cinture Azzurre, dopo un bellissimo esame di Marco e Andrea.
Per chi non sapesse guadagnare una cintura nel Bjj è simbolo non solo di pregio e responsabilità, ma è il culmine per premiare la costanza e l’assiduità di uno studente.
Per ogni cintura secondo il sistema federale internazionale https://ibjjf.com , l’allievo deve praticare in modo costante per almeno due anni prima di poter acceder all’esame.
Riassumendo in poche parole, ottenere una cintura è simbolo di studio e dedizione.
Marco e Andrea dopo essersi preparati a fondo nel programma, durante l’esame hanno non solo mostrato le varie tecniche richieste ma le hanno illustrate ai propri compagni nel dettaglio come fosse una vera e propria lezione meritandosi pienamente la promozione .

Complimenti anche a Stefano, Luca e Rodrigo per il loro passaggio di grado, non vediamo l’ora sia il loro momento!

Il passaggio a cintura Azzura

Di seguito una breve biografia di questi due atleti

Marco pigozzi brazilian jiujitsu.

Marco Pigozzi

La mia passione per le arti marziali inizia tra gli 8 e i 9 anni. I film di ninja e samurai , contornati dai vari cartoni animati del periodo sono stati il life-motive della mia infanzia. All’età di 9 anni ho messo il piede sul primo tatami all’interno di un dojo. In realtà non si sapeva bene cosa facessero e non l’ho mai capito; un misto tra  karate e kickboxing casalinga. Ma purtroppo la decisione sul luogo l’avevano presa inconsciamente i genitori sotto consiglio di amici.

Sono rimasto all’interno di quel dojo per circa 4 anni poi, visto che tutti gli amici giocavano a calcio mi sono dedicato a quello fino all’età di 19 anni. Ad ottobre del 2003 inizia la mia seconda vita marziale con il VOVINAM VIET VO DAO disciplina che ho praticato continuamente per 16 anni raggiungendo il grado di aiutante maestro, per capire una cintura nera 3° dan. Questa mia passione per le arti marziali si è trasformata nel tempo in passione e studio del  movimento umano. Infatti di conseguenza mi sono laureato in Scienze Motorie.

Mi sono avvicinato al Brazilian Jiu Jitsu per caso. Ero alla ricerca di un modo nuovo, diverso di interpretare e vivere l’ arte marziale. Questa mia ricerca è durata 5-6 anni ed è passata prima attraverso il pugilato e poi per il Kali Filippino, fino ad approdare al Brazilian Jiu Jitsu.

Durante questi anni mi sono reso conto che alcune arti marziali vengono vissute e praticate con troppi schemi rigidi sia tecnici che morali. Il Maestro viene visto come un qualcosa di superiore ed inarrivabile, tenuto su di un piedistallo senza la possibilità di poter interagire con lui se non attraverso altri schemi imposti.  Una volta in una riunione tra maestri due maestri portarono questo esempio: “vedete ragazzi se io chiedessi al mio maestro di che colore vede quell’albero e lui mi rispondesse blu, io potrei rispondere: ma maestro è verde, lui risponderà nuovamente blu, ed io direi verde e lui blu. Alla fine io dovrò dire che è blu perché: se il mio maestro lo vede blu allora ci sarà un motivo per cui io dovrò vederlo blu. Ma lo capirò solo col tempo.” 

Con il Brazilian Jiu Jitsu è stato tutto diverso fin da subito, è un’arte marziale e come tale ha dei principi e delle regole, ma è capace di aggregare le persone attraverso il confronto continuo, non divide per livelli ma mischia sempre le carte in tavola ad ogni lotta. Esistono tecniche codificate ma nessuno ti dirà mai che la tua tecnica è completamente sbagliata. Perché ogni uno è libero di interpretarle secondo il proprio modo di lottare e di percepire l’arte. E questo avviene a tutti i livelli dalla cintura bianca alla nera.  Il maestro è un compagno di allenamento che ha semplicemente più esperienza di te e ti tratta da tale. Ringrazio moltissimo Matteo, Marcel e Leonardo per avermi fatto scoprire questo nuovo mondo marziale e questa bellissima arte. Non so se la mia ricerca si fermerà qui ma al momento ogni giorno che passa non aspetto altro che indossare il Gi e salire sul tatami.

Ogni lotta è incerta sta a noi trovare la strada giusta. Una volta si vince, un’altra si impara.

Vieni a trovarci per una prova di Brazilian Jiu Jitsu nella sede Yamakasi a Verona Est.

Andrea Tran brazilian jiujitsu..JPG

Andrea Tran

“Non si smette mai di imparare, sia dai propri Maestri sia dai propri Allievi”

Ho sempre avuto un innata passione per le arti marziali.
Non solo per le mie origine asiatiche ma soprattutto per la voglia di cimentarmi e sfidare costantemente la mia voglia di apprendere.

Ho iniziato relativamente tardi ma in un batter d’occhio sono volati 17 anni di pratica marziale.

Sono insegnante di Muay Thai e Kickboxing K1. Discipline in cui ho gareggiato e accumulato esperienza attraverso la guida del M° Roberto Vecchia con cui ho aperto ASD Yamakasi Fight Academy.

http://yamakasi-academy.com/

Proprio attraverso questa nuova realtà che ho conosciuto il Brazilian Jiu Jitsu – con il M° Matteo Cazzola del lineage Leteri.
Dopo anni di striking, la mancanza di una conoscenza marziale a terra era evidente, preso dalla curiosità ho iniziato a frequentare le lezioni sempre più assiduamente e ogni volta con una sete di conoscenza più ampia.

La cosa più speciale del BJJ è che ti entra nello spirito a piccoli passi e non ti molla più, ti lega ai compagni di squadra con cui condividi il tatami, tanti allenamenti, tantissimo sudore e con cui riesci a superare i propri limiti sia tecnici che quelli atletici.

Sono passati più due anni da quando ho indossato per la prima volta il Gi ed ora è per me il momento di ricevere la cintura “azzurra” sono elettrizzato!

Andrea Tran

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